Ecco alcune poesie dal libro "Ci vuole un fiore" :
IL GIOCO DELLA GUERRA ( 22 settembre 1994)
Ci sono molti bambini giu’ nel parco,
giocano con un arco,
giocano alla guerra.
Si rotolano nella terra
e si sentono rivali,
non pensano che, cosi’,
la fantasia non puo’ mettere le ali.
Quando lo capiranno
Troppo tardi sara’,
perche’ il gioco della guerra
abolisce la serenita’.
UN ROBOT AMICO ( 5 aprile 1995)
Quando costruite un uomo
Non fate prima gli occhi,
con cui vedra’ l’odio.
Non fategli la bocca,
con cui offendera’.
E trascurate gli arti,
con cui fara’ del male.
Ma iniziate dal cuore…
Cosi’ vi vorra’ bene.
A FRANCESCA (Londra, 23 agosto 1996)
Bambina per l’eternita’
persa in un mondo
senza parole.
E di innocenti falsita’,
di cieli azzurri, balocchi
e fole.
Ti guardi intorno e pensi
- Esisto-
ma, forse, gli altri non lo sanno.
Gli altri che un giorno,
come d’incanto,
improvvisamente cresceranno.
Ma la tua vita e’ vuota di sguardi,
affetti, e prove…
Sospirando, sali su un treno che parte
per chissa’ dove.
INDIFFERENZA ( 7 settembre 1998)
Passi sul selciato umido.
Freddo nel cuore e vento
in gola.
Orologi che scandiscono giornate
troppo brevi per vivere
davvero.
Corse contro la pioggia.
Occhi ciechi
al sole
e menti vuote
ai sentimenti.
Inutile, oggi e’ gia’ trascorso.
Non potremo mai
vivere davvero.

Altre poesie:
CORELLI - Sonata XII La Follia (Luglio 2000)
Una ragnatela di cristallo.
Fili di invisibile
Ghiaccio
Intessuto in un'aria senza tempo
Senza respiro.
Si spezza la tela
E la fragilita' diventa
Forza
Esuberanza senza freni.
Ho iniziato a correre e
Non mi fermero'.
Mai.
TORNARE INDIETRO (Ottobre 2000)
Fuori
il vento.
La cime del pino ondeggiante
Le nuovole
Lontane.
Non va oltre il mio sguardo.
Vorrei uscire
riassaporare la primavera
e sentire dentro di nuovo,
come tanto tempo fa,
la spensieratezza di una bambina
vestita di sole.

MARZO 2008
ONCOLOGIA PEDIATRICA, STANZA N^ 1
Entro in punta di piedi.
Mi avvicino in silenzio
a queste piccole vite rubate
in attesa
sospese
mentre il tempo non si muove
piu’
si espande
si dilata
e si ferma.
E loro aspettano.
Aggrappate con tenacia
ad ogni minuto
che riescono a prendere al volo
per poi lasciarlo andare
e guardarlo svanire
sempre piu’ lontano
come un palloncino senza filo
che scompare dietro alle nubi.
I giochi
la scuola
i compiti
gli amici
sono solo immagini sfuocate.
Ma all’improvviso
un bimbo ride
e la stanza risuona
di colori
tintinna
di vita
e il tempo riprende
anche qui.

ONCOLOGIA PEDIATRICA, STANZA N^ 2
Rivedo i tuoi occhi.
Un verde smeraldo
di indescrivibile intensita’
Uno sguardo colmo di domande
e di ricordi
che non dovresti avere
alla tua eta’.
Rivedo i tuoi tre anni.
Troppo pochi per comprendere il presente:
una stanza colorata,
un lettino bianco,
una finestra sola,
e il mondo finisce li’.
Tre anni.
Troppo presto per immaginare un futuro
che forse non ci sara’.
Domani forse sarai gia’ un angelo,
ma oggi sei ancora qui.
Prendimi per mano,
e continuiamo a giocare.
ONCOLOGIA PEDIATRICA, STANZA N^3
Tre bambini.
Valeria dorme
e non sappiamo
se si svegliera’.
I riccioli scuri di Marco
sono diventati
uno dei suoi ricordi preferiti
e al loro posto
un cappellino da baseball
dal quale non si separa mai.
Qui il silenzio non fa paura
il dolore fa da eco
alle giornate che passano
ma per le lacrime
lo spazio e’ breve
e subito torna
la voglia di giocare.
Giulia ha quattro anni
occhi neri
colmi di forza e dignita’
e niente capelli.
Soffia bolle di sapone
e le guarda volare
oltre la finestra
oltre il cancello dell’ospedale
le segue e si chiede
dove la porteranno.